SICUREZZA AL QUADRATO

E così ce l’avete fatta: avete accelerato l’esame in Commissione, avete impedito la discussione degli emendamenti, avete portato il decreto in aula saltando qualunque possibile ostacolo di natura cosiddetta democratica, perché bisognava fare presto, bisognava soddisfare la sete di potere di ‘quello là’, bisognava metterlo nella condizione di ringraziare la Madonna per avergli dato la possibilità di sparare al suo prossimo, di incarcerare coloro che vorrebbero salvare delle vite, e di decidere che tu, proprio tu che stai leggendo, sei vestito troppo male per andare ad una qualsiasi manifestazione pubblica e perciò sarai tenuto fermo in Questura per tutto il tempo necessario, in barba a qualunque tuo diritto civile e sociale.

Questo sarebbe il nostro paese, l’Italia, nel 2019, anno che passerà alla storia per la sospensione di alcuni diritti umani fondamentali, e per il superamento dello Stato di Diritto in favore della Ragione di Stato.

Non ricorderemo martiri del Movimento 5 Stelle, sia nazionale che nostrano, immolatisi per la causa dei deboli o per la libertà, ma piuttosto un’accolita variopinta di musoni di quarta serie, che alla vista del Ministro di Polizia sfoderano gran sorrisi, per poi alle sue spalle mugugnare frasi sconnesse, che vorrebbero indicare ai propri elettori una specie di integrità farlocca, mentre invece dimostrano la doppiezza e l’incapacità di agire su tutta la linea, costituendo una larghissima maggioranza di un governo in cui a stento fanno la parte della stampella debole.

Il decreto della sicurezza al quadrato sancisce la possibilità per il Ministro della Santa Vergine di superare ed esautorare lo stesso Presidente del Consiglio su una quantità di poteri mai prevista in tutta la storia della Repubblica Italiana.

Rivolge l’intero corpus della materia migratoria, dai corridoi umanitari alle linee di aiuto e di sviluppo nei paesi d’origine, dai rimpatri, ai centri di accoglienza, all’accoglienza umanitaria, ai processi di integrazione, al Trattato di Dublino, alle quote annuali, e tutta la materia collegata, ovvero lo spopolamento, l’invecchiamento, l’emigrazione giovanile italiana, la situazione contributiva, lo stato del Welfare e in definitiva il controllo dei conti del Paese, verso una ed una sola questione: le barche delle ONG.

Questo è il modo in cui legiferano i bambini dell’asilo dopo che una ragazza tedesca li ha sbeffeggiati, facendoli rosolare nel loro stesso liquame livoroso. E mentre il signor Ministro dell’Evangelo, che da oggi potrebbe arrestarmi anche solo per aver scritto questo post, si sbraccia verso la Madonna ringraziandola per avergli fatto istituire questa oscenità storica, il Movimento 5 Stelle si appresta a dare il contentino al pubblico pagante sperando di far passare una mozione contro la TAV basata su un’analisi costi benefici nella quale hanno messo nel conto dei costi il ‘mancato pedaggio autostradale’ che si verrebbe a creare se una linea ferroviaria dovesse aprirsi tra Torino e Lione.

L’intero paese assiste inerme a questo spettacolo pornografico, che va in onda sull’orlo balneare di questa estate nella quale miliardi di tonnellate di ghiaccio si sono sciolti in Groenlandia e mentre echi di guerra si riaprono tra l’India e il Kashmir e tra Iran e Iraq. Mentre negli Stati Uniti il terrorismo suprematista bianco, figlio di quella propaganda nazista propalata a piene mani dal Presidente Trump, che retwittava senza sosta i deliri del killer, e così simile a quella che si sente troppo spesso anche dalle nostre parti, ammazza le persone a decine, persone che sarebbero colpevoli semplicemente di etnia messicana, in una città che messicana è stata almeno fino al 1848.

Esiste ancora da qualche parte, nella mia città, nella mia nazione, nel mio mondo, uno straccio di dignità? Esiste ancora qualcuno che abbia il coraggio e la forza di opporsi all’orrore dilagante?

Mai come in questo momento c’è bisogno di stringere mani e unirsi per arginare la follia e per impedire l’ignavia di chi si allea e nutre questa follia.

Ricordiamo, noi professorini chic e radicali, l’antico adagio: ‘Necessitas non habet legem’. E no, signori viceministri, non è francese.

Se non riuscirà Mattarella, se non riuscirà qualche magistrato ad invocare l’eccezione di incostituzionalità, vorrà dire che la vita vera, tanto cara al ministro delle Madonne, impedirà l’applicazione della legge peggiore di ogni tempo, fin dalle leggi razziali.

La necessità non ha legge, ma la legge, quando è seria, equilibrata, ponderata e non partorita da ragazzini, potrebbe e dovrebbe risolvere lo stato di necessità.